Dopo anni di rendimenti e tassi in calo, è abbastanza probabile che la prospettiva dei mercati muti. «La ripresa economica statunitense va via via consolidandosi, mentre anche per i Paesi dell’area euro meno virtuosi il ritorno alla crescita del prodotto lordo non appare più come un miraggio – spiega Angelo Drusiani, esperto in obbligazioni per Banca Albertini Syz –. La prima e spesso inevitabile conseguenza è il riemergere dell’inflazione, anche se, in Italia, al momento non se ne colgono i segnali, se non in misura molto modesta. Ad aumentare per primi i tassi ufficiali dovrebbe essere la Banca Centrale degli Stati Uniti, già a settembre prossimo. Analoga decisione non dovrebbe essere nella strategia della Bce, se non nel corso del prossimo anno».










