venerdì 1 novembre 2013

Investire in azioni Twitter? Confronto con Facebook

ipo azioni twitterDopo Facebook, Linkedin e tanti altri social network minori, è il turno di Twitter a quotarsi a Wall Street. La società americana ha comunicato il range di prezzo dell’offerta iniziale di  70 milioni di azioni che avverrà a inizio novembre: tra 17 e 29 dollari. Nella migliore delle ipotesi Twitter raccoglierà 1,4 miliardi di dollari con una valutazione complessiva di circa 11 miliardi.



Come già successo con Facebook risalta subito il divario con l’attuale conto economico che vede 422 milioni di dollari di ricavi nei primi nove mesi a cui fanno fronte 133 milioni di perdite. Un bilancio più consono a una start up che a una società quotata a Wall Street, ancor più se si considera il modello di business e il settore in cui opera, ma il precedente di Facebook ha ormai rotto ogni argine.

Proprio il paragone con il social network di Mark Zuckerberg è attentamente guardato dagli investitori, memori del sostanziale e dolo- roso flop dell’esordio in cui azionisti della prima ora come Goldman Sachs si liberaro-no delle azioni a scapito dei nuovi entranti, che dovettero aspettare mesi per rivedere la quotazione tornare ai 38 dollari dell’ipo di maggio 2012.

Anche nel caso di Twitter i motivi di preoccupazione non mancano. Nei primi nove mesi, infatti, le perdite hanno registrato un aumento ben più rapido del fatturato, mentre la crescita del numero di utenti è rallentata. Anche il modello di business, basato essenzialmente nella vendita di pubblicità mirate legate agli interessi esternati da ogni singolo utente in base ai propri tweet e alle persone che segue, è ancora da mettere a punto, seguendo fedelmente il percorso fatto da Facebook dopo l’esordio a Wall Street e quello della stessa Google, sebbene vi siano in quest’ultimo caso differenze sostanziali.

A rendere meno fosco il quadro sembrano però esserci anche premesse per evitare una débâcle borsistica, almeno a guardare dalle dichiarazioni dei fondatori e di altri soci della prima ora. Evan Williams, uno dei fondatori e primo azionista privato di Twitter, ha infatti dichiarato di non avere intenzione di disfarsi del suo 10% del capitale sociale. Nessuna intenzione di disfarsi del proprio 16%, almeno per il momento, anche da parte di Rizvi Traverse Management. I primi passi di Twitter a Wall Street dipenderanno quindi dalla capacità del management di tracciare un percorso credibile verso la profittabilità.

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