giovedì 4 aprile 2013

Costi dei conti correnti e conti a zero spese

costi-conto-corrente-zero-spesePer disincentivare l’utilizzo dello sportello gli istituti di credito hanno aumentato il costo dei conti correnti tradizionali, riducendo invece quelli dei prodotti di home banking.
È quanto emerge da un confronto elaborato per MF/Milano Finanza. Per esempio, nel caso del conto corrente CheBanca oggi l’imposta di bollo (34,2 euro sopra i 5 mila euro di giacenza media) è a carico della banca, mentre in passato era a carico del cliente. Inoltre il canone è passato da 12 euro a zero per coloro che scelgono il conto corrente senza opzione in filiale.


Mentre nel caso dei conti NonSoloTre e Credem Zero Assoluto il gruppo Credem non rimborsa più l’imposta di bollo per il primo anno. Un altro esempio: Fineco ha azzerato il canone che prima era pari a 5,95 euro e poteva essere ridotto al verificarsi di alcune condizioni. I rincari non mancano invece quando si analizzano i conti più tradizionali, mettendo a confronto i costi di oggi rispetto a un anno fa.

Per esempio, l’indice sintetico di costo (Isc) per una famiglia con operatività media sale per DB Componi Online da 81,5 a 121,5 euro. Intanto il Bancoposta ha aumentato da gennaio il canone di Bancoposta Più da 30,99 a 48 euro, includendo però la carta Postamat. Peraltro anche le Poste stanno cercando di spostare i correntisti dagli uffici al web, prova ne è l’incremento delle spese per bonifici effettuati allo sportello, passati da 2,5 a 3,5 euro. Peccato che i clienti delle Poste siano categorie poco abituate a internet.
In ogni caso l’obiettivo è sempre lo stesso: utilizzare il personale per fare consulenza su altri prodotti più remunerativi per la banca. «La tendenza generale rivela un abbassamento dei costi per l’operatività online e, come altra faccia della medaglia, sono rincarate le operazioni in filiale; in media i nuovi conti correnti, proprio perché puntano sull’online, costano meno dei vecchi, che sono più tradizionali», spiega Manfredi Urciuoli.

Discorso a parte meritano gli scoperti. Per chi va in rosso il conto resta sempre salato, nonostante gli interventi normativi dello scorso anno volti a ridurre i costi. Va notato inoltre che le commissioni per gli sconfinamenti e i bolli non sono compresi negli Isc. «Sugli scoperti la situazione è peggiorata, ma d’altra parte ciò è coerente con la situazione attuale in cui le banche hanno fame di liquidità e cercano di scoraggiare le aperture di credito», conferma Urciuoli. In definitiva «oggi si può spendere meno rispetto a uno o due anni fa, ma solo se si usa l’online e se non si va in rosso»

Migliori conti correnti online


Per risparmiare quindi meglio ricorrere ai conti online come:
  • YouBanking, zero spese e bollo a carico banca. Dopo l’apertura online si può operare anche nelle filiale del Gruppo Banco Popolare
  • Conto Corrente Arancio, il noto conto di Ing Direct. Zero spese e bollo a carico banca
  • Fineco: zero spese, bollo a carico cliente per giacenze superiori a 5.000 euro
  • Che Banca: zero spese per operatività online. Si paga il bollo per saldi medi superiori a 5.000 euro

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